Riconoscere la Palestina

23 settembre 2025
Riconoscere la Palestina, ecco cosa significa
Lo Stato palestinese è un’entità sovrana proclamata nel 1988 e i suoi confini sono dibattuti ma si rifanno essenzialmente a quelli precedenti alla Guerra dei Sei Giorni
Lo Stato di Palestina è un’entità sovrana proclamata unilateralmente dall’OLP nel 1988, con status di osservatore non membro all’ONU dal 2012, riconosciuta da circa 150 dei 193 Stati membri ONU (inclusi i recenti riconoscimenti di Francia, Regno Unito, Canada, Australia e Portogallo).
I confini accettati da chi lo riconosce sono quelli pre-1967 (linea Verde): Cisgiordania (inclusa Gerusalemme Est come capitale), Striscia di Gaza e, in alcuni casi, le Alture del Golan.
Questi confini sono basati sulle risoluzioni ONU (per esempio la 242) e accettati dalla maggioranza dei paesi riconoscitori, ma contestati da Israele e USA, che ne negano la piena sovranita
Vari Paesi occidentali hanno dichiarato che riconosceranno lo Stato di Palestina, nel contesto dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite che si apre lunedì a New York. Questo avverrà durante un vertice sponsorizzato da Francia e Arabia Saudita per rilanciare la “Soluzione dei due Stati”.
Tuttavia, cos’è lo Stato di Palestina? Quali sono i suoi confini e ancora, cosa significa riconoscerlo nel contesto attuale? Proviamo a dare qualche breve risposta.
Contesto attuale
Mentre le operazioni militari israeliane vanno avanti a Gaza (ormai quasi interamente rasa al suolo), a quasi due anni dal brutale attacco sferrato dall’organizzazione islamista e nazionalista palestinese Hamas contro Israele, e mentre si stanno espandendo gli insediamenti ebraici in Cisgiordania, vari Paesi occidentali hanno dichiarato che riconosceranno formalmente lo Stato di Palestina. Tra questi: Francia, Regno Unito, Canada, Australia e Portogallo. Altri Paesi, come la Spagna e l’Irlanda, lo avevano già fatto l’anno scorso.
Cos’è lo Stato di Palestina?
Lo Stato di Palestina è un’entità sovrana de facto proclamata il 15 novembre 1988 dall’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP) durante una sessione del Consiglio Nazionale Palestinese ad Algeri. Si riferisce ai territori storici della Palestina sotto mandato britannico, specificamente alla Cisgiordania (inclusa Gerusalemme Est) e alla Striscia di Gaza, occupati da Israele dal 1967. È riconosciuto come Stato da una maggioranza di Paesi ONU e ha lo status di “Stato osservatore permanente” alle Nazioni Unite dal 2012, permettendogli di partecipare a dibattiti e aderire a trattati internazionali, ma senza diritto di voto.
Quali sono i suoi confini?
La questione dei confini dello Stato palestinese è controversa. Ma, i Paesi che lo riconoscono, si basano perlopiù sui confini pre-1967, ovvero precedenti alla Guerra dei Sei Giorni, che tra il 5 e il 10 giugno 1967 vide affrontarsi Israele e una coalizione di Stati Arabi. Israele vinse la guerra e prese così il controllo di:
- Cisgiordania (inclusa Gerusalemme Est) dalla Giordania.
- Striscia di Gaza e Penisola del Sinai dall’Egitto (il Sinai fu restituito all’Egitto nel 1982 con gli Accordi di Camp David).
- Alture del Golan dalla Siria (annesse da Israele nel 1981, mossa non riconosciuta internazionalmente).
La Risoluzione 242 del Consiglio di Sicurezza ONU, adottata nel novembre 1967, chiedeva il ritiro israeliano dai territori occupati in cambio di pace e riconoscimento.
Quindi, i Paesi che riconoscono lo Stato di Palestina si basano sui confini precedenti a questa guerra, noti come “Linea Verde”. Confini che includono:
- Cisgiordania: Circa 5’655 km², inclusi insediamenti israeliani contestati.
- Striscia di Gaza: Circa 365 km², sotto blocco israeliano-egiziano.
- Gerusalemme Est: Rivendicata come capitale palestinese, annessa da Israele nel 1980 (non riconosciuta internazionalmente).
Non esiste un accordo internazionale definitivo sui confini esatti, e le risoluzioni ONU (come la 242 del 1967) invocano il ritiro israeliano dai territori occupati. Alcuni riconoscimenti recenti specificano questi confini come base per una soluzione a due Stati. Tuttavia, la Palestina non controlla pienamente questi territori: Israele gestisce frontiere, sicurezza e risorse in gran parte della Cisgiordania.
Cosa significa, oggi, riconoscere lo Stato di Palestina?
Oggi, riconoscere lo Stato di Palestina è principalmente un atto simbolico, che, secondo vari osservatori, permette:
- Di affermare il diritto dei palestinesi ad avere un proprio stato indipendente (autodeterminazione)
- Esercitare pressioni su Israele per spingerlo a negoziati, a un cessate il fuoco a Gaza e alla fine dell’occupazione.
- Permettere alla Palestina di aderire a più trattati ONU, aprire ambasciate e accedere ad aiuti internazionali.
Tuttavia, in molti sottolineano come il solo riconoscimento non avrà reali ripercussioni sulla situazione in Medio Oriente, se non accompagnato da azioni concrete.
Qual è la posizione di Israele e degli USA?
Tel Aviv e Washington sono estremamente contrari al processo di riconoscimento in atto. Israele ha definito lo slancio di vari Paesi occidentali come un “premio al terrorismo” , mentre gli USA si oppongono a riconoscimenti unilaterali.
Ludovico Camposampiero
https://www.rsi.ch/info/mondo/Riconoscere-la-Palestina-ecco-cosa-significa–3135182.html




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