La Guerra in Ucraina
14 marzo 2026
La Battaglia per Sumy è un Cimitero per i Jet Russi
I russi stanno lanciando un’operazione su larga scala, minacciando le retrovie delle forze ucraine a Sumy. Con una risposta immediata, gli attacchi aerei ucraini hanno iniziato a far piovere sulle forze russe, distruggendo le riserve e decapitando la manovra, mentre l’aviazione russa era introvabile. La Russia ha lanciato un nuovo vettore lungo il confine nord-orientale dell’Ucraina, tentando di integrare la pressione esercitata da nord verso la città di Sumy con una manovra a tenaglia proveniente da est. Le unità russe si sono gradualmente spostate in diversi insediamenti lungo la zona di confine, sfruttando le lacune e le zone grigie per espandere la loro presenza e sostenere coloro che cercano di infiltrarsi da nord attraverso le foreste.
L’attenzione russa si è concentrata principalmente sull’area intorno ai villaggi di Hrabovske e Pokrovka, da dove le truppe russe vogliono avanzare nelle foreste vicine, controllate principalmente dalle forze di difesa territoriale ucraine. Sono seguite altre incursioni, con le truppe russe che sono entrate in altri insediamenti, rapendo civili e usandoli come scudi umani. Tuttavia, l’Ucraina ha risposto in modo aggressivo, facendo ampio ricorso alla potenza aerea per smorzare l’offensiva emergente prima che potesse consolidarsi, prendendo di mira le formazioni d’assalto nemiche. I jet Mig-29 ucraini hanno distrutto un sito di dispiegamento dell’unità cecena Akhmat vicino al villaggio di Kucheriv. Ulteriori attacchi Hammer hanno colpito concentrazioni di truppe russe a sud di Tereb Ciò che rende questi attacchi particolarmente significativi non è solo il fatto che abbiano sferrato un duro colpo all’offensiva coordinata su due fronti della Russia, ma anche la mancanza di una risposta aerea russa efficace. Sulla carta, la Russia è entrata in guerra con una delle più grandi forze aeree tattiche al mondo, con circa 900 aerei da combattimento. L’Ucraina, al contrario, disponeva di poco più di un centinaio di jet operativi, ma quattro anni dopo l’equilibrio appare molto diverso. Gli analisti open-source hanno confermato visivamente la perdita di oltre 180 aerei da combattimento russi ad ala fissa, poiché l’attrito ha progressivamente eroso la reale capacità di combattimento della Russia. Ancora più rivelatrice è la condizione di quello che rimane della lotta: le immagini satellitari di inizio anno mostrano quasi un centinaio di aerei da combattimento russi parcheggiati in deposito nella sola base aerea di Lipetsk.
Tra questi figurano cacciabombardieri Su-34, caccia Su-35S e intercettori Mig-31, dismessi e coistretti a terra a causa della carenza di pezzi di ricambio, delle ore di volo esaurite o del cannibalismo dei componenti, sollevando seri interrogativi sul numero di velivoli di cui la Russia dispone per le operazioni di combattimento. La situazione è particolarmente difficile per la flotta russa di Su-34, la spina dorsale della sua aviazione d’attacco. Dal 2022, è stato visivamente confermato che più di quarantadue cacciabombardieri Su-34 sono stati distrutti dall’Ucraina o da fuoco amico, oltre il trenta per cento della flotta prebellica di circa 130 velivoli. Ora la già esigua flotta residua ha subito un altro duro colpo, con la perdita di altri due Su-34 nei pressi del confine tra Sumy e Kursk, probabilmente a causa dei sistemi di difesa aerea Patriot, secondo fonti russe. Queste perdite rafforzano la crescente riluttanza dei piloti russi a operare in prossimità della linea del fronte, portando gli aerei russi a sganciare bombe sempre più spesso da distanze più sicure, limitando così la loro capacità di fornire supporto diretto alle offensive di terra, pur continuando a esporsi al rischio. Il risultato è uno spostamento del dominio aereo locale, più visibile nei pressi di Sumy, dove, la minuta presenza dell’aviazione russa permette attacchi ucraini vicino al confine incontrano una resistenza significativamente minore, mentre i sistemi di difesa aerea forniti dall’Occidente e i caccia ucraini modernizzati complicano ulteriormente qualsiasi tentativo da parte della Russia di riprendere il controllo dei cieli. In generale, lo squilibrio nei cieli ha bloccato il tentativo della Russia di aprire un nuovo asse operativo verso Sumy. Senza un supporto aereo affidabile o la capacità di reprimere gli attacchi ucraini, le forze di terra russe faticano a consolidare le loro posizioni avanzate. Allo stesso tempo, la potenza aerea ucraina ha trasformato quella che avrebbe potuto diventare una pericolosa manovra a tenaglia in un’altra costosa e incerta operazione di sondaggio russa.
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RFU News – Geopolitica Strategica




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