Quanto è concreta la minaccia nucleare

Un attacco con armi atomiche tattiche non porterebbe vantaggi militari ed esporebbe la Russia a gravi rappresaglie. Ma se Mosca non agisce rischia di perdere il deterrente

È stata definita la più grave minaccia nucleare al mondo dopo la crisi cubana del 1962. Nel tentativo di salvare l invasione dell Ucraina , Vladimir Putin ha ribadito la possibilità di usare armi atomiche… I funzionari e gli esperti militari occidentali pensano che il rischiodi un attacco nucleare sia basso, ma ammettono che le sconfitte delle forze russe in Ucraina meridionale e orientale lo rendono più probabile.

La crisi di Cuba riguardava delle armi nucleari strategiche, abbastanza portenti da spazzare via intere città a migliaia di chilometri di distanza dal fronte. In Ucraina, invece, si parla di armi meno potenti, definite tattiche. Questi ordigni sono pensati per essere usati sul campo di battaglia e distruggere obiettivi all interno di un area limitata. Molte sono comunque più distruttive della bomba sganciata su Hiroshima dagli statunitensi, che aveva una potenza di circa 20 chilotoni ( ventimila tonnelate di tritolo) .

” I cosidetti missili nucleari tattici di solito hanno una potenza compresa tra uno e cinquanta chilotoni e hanno effetti devastanti in aree di circa cinque chilometri quadrati ” ha dichiarato alla Bbc il generale britannico Richard Barrons. In passato URSS e USA avevano enormi quantità di queste armi, ma dopo la fine della Guerra FreddaWashington le ha smantellate tutte tranne 230, nella convinzione che ” armi convenzionali sempre più efficienti potevano ottenere risultati migliori”, come scriveva nel 1989 il Bulletin of the Atomic Scientists. La Russia ha conservato circa duemila testate nucleari tattiche…

TRE SCENARI

Gli esperti indicano tre scenari in cui la Russia potrebbe usare armi atomiche tattiche. Il primo è un attacco dimostrativo; un esplosione nucleare che non provocherebbe vittime. Potrebbe avvenire sottoterra, sul mar Nero,sui cieli dell Ucraina a un altitudine elevata o su un territorio disabitato come l Isola dei Serpenti. L impulso elettromagnetico distruggerebbe tutte le apparecchiature elettroniche non protette, mentre la ricaduta radioattiva inizialmente consistente, si ridurebbe all uno per cento nell arco di 48 ore. Gran parte della polvere radioattiva risucchiata dalla nube atomica ricadrebbe sul territorio circostante nell arco di 24 ore e rappresenterebbe un elevato pericolo biologico.

Altre particelle potrebbero essere disperse dal vento e depositarsi in concetrazioni molto minori su vaste aree del pianeta.

Anche un attacco dimostrativo basterebbe a provocare un escaletion, rafforzando la prospettiva di un attacco russo contro una grande città . Probabilmente susciterebbe una reazione internazionale senza portare vantaggi militari, rendendo la Russia ” più isolata di quanto lo sia mai stata” , come ha dichiarato Biden il 16 settembre.

Inoltre l effetto dimostrativo sarebbe poco chiaro, perchè proverebbe che la Russia è disposta a rompere il tabù nucleare ma non a ricorrere a tutto il potere distrttivo di queste armi.

Il secondo scenario è un attacco contro un obbiettivo militare o un infrastruttura cruciale in territorio ucraino, per esempio la centrale nucleare di Zaporizzija. Ma anche l efficacia di questa opzione appare discutibile.Le forze armate ucraine sono piuttosto disperse e gli studi dell esercito statunitense indicano che una testata nucleare da un chilotone deve esplodere nel raggio di 90 metri da un carro armato per provocare danni consistenti.Secondo alcuni esperti per la Russia non avrebbe senso colpire territori che oramai considera parte del suo territorio.

Inoltre le truppe russe sarebbero esposte alla ricaduta radioattiva.

Il terzo e più grave scenario consiste in un attacco contro un paese Nato ( compresi gli Stati Uniti ). Dmitri Trenin , ex capo del Carnegie Moscow center, ha dichiarato alla tv russa che Mosca deve dimostrare che fa sul serio riguardo a un attacco nucleare contro gli Stati Uniti se non vuole perdere il suo potere deterrente, aggiungendo che l occidente sbaglia a dare per scontato che Putin userebbe le armi atomiche solo in Ucraina : ” È possibile che l attacco non avvenga sul campo di battaglia, ma ad una certa distanza”.

È difficile prevedere come risponderebbe l occidente a un attacco contro la Nato. Di sicuro scatterebbe l articolo 5, che prevede una reazione collettiva in caso di attacco contro uno stato dell alleanza. Mosca rischierebbe una rappresaglia nucleare devastante degli Stati Uniti. A settembre Jake Sullivan, consulente per la sicurezza nazionale di Biden, ha dichiarato che qualunque attaccorusso avrebbe” conseguenze catastrofiche” senza specificare quali. Sullivan ha precisato che gli Stati Uniti in privato hanno ” illustrato chiaramente ” alla Russia quale sarebbe la reazione dell occidente.

Il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg ha parlato di ” conseguenze gravi”. Tra queste potrebbeesserci un attacco convenzionale contro la flotta russa del mar Nero, come ha suggerito il generale statunitense David Petreus, ex direttore della Cia. Ma in generale gli occidentali sono rimasti vaghi sulla loro minaccia di rappesaglie anche nel caso in cui Putin si limitasse a colpire l Ucraina, paese esterno alla Nato, visto che la deterrenza si basa sull ambiguità.

Financial Times, Regno Unito.

Articolo pubblicato su Internazionale n.1481 del 7/13 ottobre 2022

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