Erdoğan minaccia ancora i curdi siriani e iracheni


da Agenzia Anbamed

Il neo Sultano, mentre ricatta la Nato ostacolandone l’ingresso di Finlandia e Svezia (che ospitano, soprattutto la seconda, rifugiati politici curdi, sostengono le SDF e praticano un embargo verso la Turchia dop o l’invasione di Afrin) continua a minacciare, questa volta contemporaneamente, i curdi siriani del Rojava e gli Yazidi di Shengal (Kurdistan iracheno).

Attualmente sono in corso preparativi militari nelle vicine basi fisse dell’esercito di Ankara in territorio iracheno. La città di Sinjar (Shengal) è stata oggetto di un intervento dell’esercito iracheno, in seguito ad una tensione militare nel tentativo maldestro del governo di Baghdad di limitare le interferenze e le incursioni di Ankara. Obiettivo dichiarato degli occupanti turchi è quello di impedire l’esperienza di democrazia avanzata delle unità di difesa del popolo. Molti analisti invece sostengono che l’attivismo militarista di Erdogan è una sfida all’influenza iraniana in Iraq. A rafforzare questa tesi anche la partecipazione di milizie sciite negli scontri con le truppe dell’invasione turca. La scorsa settimana la base turca di Zilikan, nel Kurdistan iracheno, è stata attaccata da droni e razzi di fabbricazione iraniana.

Per quanto riguarda il Rojava, l’imminenza dell’attacco turco nel nord della Siria è percepita dalla popolazione locale osservando i movimenti di terra delle truppe di Ankara nella regione sotto il loro controllo. Le minacce turche sono state pronunciate dal neo sultano Erdogan lo scorso lunedì e subito sono stati segnalati movimenti di terra di truppe e milizie alleate nella regione nord ovest della Siria. Non sono mancate le provocazioni con lanci di mortaio contro le postazioni delle forze democratiche siriane /FDS) nella provincia di Aleppo. Secondo il portavoce delle FDS, Aram Hanna, le minacce turche sono da prendere sul serio e la comunità internazionale non deve abbassare la guardia. “Erdogan è in difficoltà interne e ha bisogno di distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica turca con una nuova guerra in Siria e Iraq”, ha detto Hanna. Le FDS hanno combattuto e sconfitto l’Isis a Raqqa e Deir Azzur, ma rischiano adesso di essere abbandonate, in caso di disimpegno delle truppe USA in Siria, nel tentativo di ottenere il riallineamento di Ankara ai piani statunitensi per la guerra in Ucraina e le manovre di allargamento della Nato

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