Afghanistan: guerra nel Panjshir


da Agenzia Anbamed

È guerra dichiarata nel Panshir, la valle settentrionale afgana. I taliban hanno mobilitato ingenti truppe, con carri armati e mezzi militari, per conquistare la provincia ribelle. “Le trattative sono fallite perché il comandante Massoud ha rifiutato la consegna delle armi”, dicono i taliban. I comunicati stampa militari delle due parti sono contrastanti e non è possibile verificarli a causa dell’assedio imposto dai taliban alla zona, con l’interruzione delle linee telefoniche e comunicazioni Internet.

A Kabul non c’è ancora un governo. Nei ministeri, i taliban hanno nominato dei loro commissari per coordinare le attività di ordinaria amministrazione. Le trattative per la formazione del governo sono arrivate ad un binario morto dopo gli arresti domiciliari imposti all’ex presidente Karzai ed all’ex negoziatore Abdallah. Secondo un giornalista afgano vicino ai taliban, il nuovo governo sarà monocolore formato da uomini del movimento. Il lavoro di questo esecutivo sarà monitorato da un consiglio consultivo che ingloberà anche personalità non del movimento. Il ritardo dell’annuncio sarebbe imputato alla necessità di aspettare che cali l’attenzione internazionale sugli eventi afgani. Annunciare che la Sharia è l’unica fonte legislativa sarebbe controproducente in questa fase.

Sul fronte diplomatico, i taliban hanno informato che il loro rappresentante a Doha ha avuto un colloquio telefonico con il vice ministro degli esteri cinese, per chiedere il sostegno finanziario di Pechino. Le difficoltà economiche dei nuovi governanti di Kabul sono evidenti e saranno maggiormente drammatiche in caso di sanzioni occidentali

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