Manifestazioni delle donne in Afghanistan


Da Agenzia Anbamed

Afghanistan: La resistenza al potere dei taliban si organizza e le donne sono in prima fila. Una manifestazione si è tenuta ieri a Kabul per la commemorazione del giorno dell’indipendenza dal colonialismo britannico. Simbolo della resistenza è la bandiera nazionale in contrapposizione a quella dei jihadisti. Il corteo è stato caratterizzato dalla massiccia presenza femminile. I miliziani hanno seguito con i mitra in mano, ma senza intervenire. Ad Assad Abad invece la commemorazione popolare del giorno dell’indipendenza è stata soffocata nel sangue con diversi morti. Nel nord est, Ahmed Massoud, figlio del noto combattente assassinato 20 anni fa dai taliban, ha dichiarato l’inizio della resistenza armata contro il regime degli studenti islamisti. In un articolo pubblicato sul Washington Post ha chiesto il sostegno alle nazioni amiche per poter andare avanti nella resistenza, “perché le armi c e le abbiamo, ma le munizioni finiscono”, ha scritto. Lo ha raggiunto nelle montagne del Panshir l’ex vice presidente, Amrullah Saleh, che aveva dichiarato di essere il presidente legittimo dopo la fuga negli Emirati di Ashraf Ghani. Anche il movimento taliban ha commemorato l’anniversario della sconfitta degli inglesi. I leader che si sono susseguiti al microfono hanno parlato della terza indipendenza, “dopo quella dal colonialismo britannico e dall’invasione sovietica, quella di oggi è la liberazione dall’occupazione statunitense”. I taliban hanno annunciato che sono in corso trattative con ex esponenti del governo Ghani per coinvolgerli nel nuovo esecutivo.

Una prima punizione pubblica è avvenuta ieri a Kabul contro un ladro di auto. Il suo viso è stato imbrattato di vernice nera ed è stato appeso ad un albero con le mani legate. Senza processo.

A Bamiyan, nel centro del paese, una statua di un resistente anti taliban, Abdelali Hazari, morto in carcere durante il loro regime negli anni ’90, è stata distrutta nella notte con la dinamite

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *