LA GUERRA CHE NON CONVIENE PIU’ A NESSUNO.


E’ calato il silenzio occidentale sulla Libia.Non se ne parla più nemmeno nei corridoi della Politica.Tranquilli, la guerra continua, non é improvvisamente scoppiata la pace, siamo solo in quel momento in cui i giocatori di scacchi riflettono sulla mossa da fare.Nel frattempo si sparacchia qui e là tanto per dar segni di vita.Tutto dipende dal Qatar.Fatta la pace con gli altri quattro (Arabia, Emirati, Egitto e Bahrein) si rivedono le alleanze nel conflitto libico.Com’é noto, il Qatar appoggiava la Turchia ed i rapporti fra Ankara e Doha erano molto solidi.Dico “erano” perché l’ultima mossa di ridurre drasticamente il flusso di denaro dal Qatar alla Turchia ha innervosito parecchio il sultanino di Istanbul.Oggi, il Qatar non puo’ finanziare i mercenari siriani inviati in Libia dai turchi, contravvenendo agli accordi di pace con gli altri quattro.Com’é noto, i quattro stanno appunto dalla parte opposta.E senza soldi NON si fanno le guerre.Oltretutto, pare che in Libia si stia procedendo a scongelare i soldi tenuti nelle casse della National Oil Corporation (Noc, la compagnia petrolifera della Libia). Soldi fino ad oggi bloccati nei conti congelati della Libyan Foreign Bank.Si pensa appunto di dividere equamente gli introiti fra Tripoli e Tobruk in modo da donare respiro all’asfittica economia del Paese. Intenzione questa che raffredda di colpo l’idea della guerra.Anche l’Egitto, in piena crisi economica, vedrebbe di buon occhio la fine dei combattimenti ed é per questo motivo che emissari del Duce egiziano si sono recati a Tripoli per parlare col Presidente Nessuno Serraj.Infine la Russia che dopo aver scaricato Haftar, punta con decisione su Saief Gheddafi come punto di unificazione.Mossa che non avrà esito ma che rafforzerà la politica russa nel Fezzan, da sempre ago della bilancia in tutti i discorsi di unificazione.E l’Italia ?Fayez al Sarraj, ha alloggiato per ben cinque giorni in un noto albergo romano. Il presidente della Libia è stato raggiunto dal suo vice, Ahmed Maiteeq, importante politico libico originario di Misurata. Dei colloqui non si sa nulla, né con chi abbiano parlato, né cosa avrebbero deciso.Una cosa é certa, il giorno dopo la partenza dei due, la Farnesina ha inviato in Libia, l’ambasciatore Pasquale Ferrara, che dovrà affiancare l’altro ambasciatore Giuseppe Buccino.Due piccioni (ambasciatori) per una sola fava (l’ambasciata).Si mormora che l’invio di Ferrara sia stato chiesto dal vero “deus ex machina” della politica italiana in Libia, quel Claudio Descalzi, AD di ENI.Ricapitolando, questa guerra non s’ha da fare, sia per gli uni che per gli altri.NON conviene.Nemmeno ad Haftar che imperterrito davanti allo specchio continua a chiedere :”Specchio specchio delle mie brame, chi é il più potente del reame ?”Le prime volte lo specchio taceva imbarazzato, adesso risponde con una umiliante pernacchia.

Claudio Khaled Ser

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